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Dario Maglionico – Dis-sequenze liminali

26 febbraio 2026 – 3 aprile 2026

Opening: martedì 26 febbraio 2026 ore 18.00

Dario Maglionico

Dis-sequenze liminali                                                                                                                                                                                                                          

a cura di Arianna Baldoni

 

La galleria di Antonio Colombo, dopo trent’anni di attività, ha deciso di cambiare identità visiva con un nuovo logo, un nuovo nome e un nuovo website. Il 26 febbraio 2026 apre quindi la prima mostra di Colombo’s gallery, che è lieta di presentare Dis-sequenze liminali, mostra personale di Dario Maglionico, a cura di Arianna Baldoni. L’esposizione, settima nel ciclo di collaborazioni con Colombo’s gallery, nasce dall’opera selezionata tra le finaliste al 24° Premio Cairo, titolata Reificazione #95, e riunisce una serie di lavori recenti che si sviluppano proprio a partire da essa. Valicare la linearità del tempo significa accedere ad una dimensione relativa all’istante, dove passato, presente e futuro coesistono in una trama di sincronicità, memorie e proiezioni mentali. È in questo spazio sospeso che si colloca la ricerca pittorica di Dario Maglionico, da anni impegnato nell’esplorazione di realtà multiple, flussi psichici e paesaggi interiori. Le opere di Maglionico nascono dall’elaborazione di ricordi e visualizzazioni mentali, inizialmente riformulate attraverso modelli digitali degli ambienti e successivamente trasposte sulla tela mediante una pittura minuziosa, tesa ad un sincero avvicinamento al vero. Gli scenari sono prevalentemente interni domestici, abitati da figure solitarie, talvolta evanescenti, colte in azioni differenti che si svolgono simultaneamente in un tempo non lineare, dove — per usare le parole di T. S. Eliot in Burnt Norton — «il tempo presente e il tempo passato sono forse entrambi presenti nel tempo futuro». Le stanze di Maglionico diventano dispositivi di sovrapposizione spazio-temporale, luoghi in cui i punti di vista si moltiplicano e la percezione si fa instabile. Le inquadrature prospettiche ribaltate, le sequenze incongrue e gli slittamenti visivi generano ambienti onirici che, pur aderendo a un rigoroso impianto progettuale, alludono ad una realtà che sfugge al sistema cognitivo ordinario. Il nuovo ciclo di lavori di Maglionico ruota intorno ad una singola stanza, dove muta il quadro prospettico e si ribalta il punto di vista, in un continuo loop spaziale. Figure femminili, oggetti quotidiani, presenze simboliche, spazi surreali, soglie, filtri e stratificazioni. Questi elementi tornano nel lavoro di Maglionico quasi fossero suggestioni di entità primordiali o embrioni di universi futuri. L’oscurità avvolge le opere, interrotta da barlumi e scintille che il tessuto pittorico accentua nel contrasto tra i profili in primo piano e la densità dello sfondo. In riferimento all’uso della luce, Ivan Quaroni ha osservato come la pittura di Maglionico diventi «più intellegibile e seducente, senza peraltro perdere quel senso di sospensione onirica che è, fin dall’inizio, uno dei segni distintivi del suo stile».

DARIO MAGLIONICO è nato a Napoli nel 1986. Attualmente vive e lavora a Milano. Laureato in Ingegneria Biomedica presso il Politecnico di Milano, si dedica poi esclusivamente alla pittura. Maglionico è stato finalista del Premio Fondazione VAF presso il Mart Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, dove ha esposto i suoi lavori. Nel 2020 inaugura Doppelgänger, prima mostra personale presso la Vin Gallery di Ho Chi Minh City in Vietnam. Nel 2018 realizza a Milano la mostra personale Everyday is like Sunday a cura di Ivan Quaroni, presso Colombo’s gallery e la mostra collettiva If The Walls Could Talk a Londra presso la Alice Black Gallery. Nel 2016 collabora con lo scrittore Domenico Starnone, realizzando le illustrazioni presenti all’interno del libro Scherzetto edito da Einaudi. Nel 2023 è stata pubblicata la monografia Dario Maglionico. Dove abita il tempo sospeso, curata da Nicoletta Colombo e promossa da VAF-Stiftung, presentata nel corso della mostra personale FLOATING SPACE presso Colombo’s gallery. Nel 2025 viene selezionato tra gli artisti finalisti del 24° Premio Cairo, il più prestigioso riconoscimento italiano a sostegno dei giovani artisti under 40 organizzato dal mensile ARTE di Cairo Editore.

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