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108 – GranTour

24 settembre 2026 – 9 novembre 2026

Opening: giovedì 24 settembre 2026 ore 18.00

108

GranTour

a cura di Melania Andronic

Colombo’s Gallery è lieta di presentare GranTour, la nuova personale di 108, che segna anche i dieci anni di collaborazione tra l’artista e la galleria. La mostra riunisce un nucleo di dipinti, sculture, installazioni e lavori su carta che restituiscono l’evoluzione più recente della sua ricerca.
Il titolo richiama lo storico viaggio di formazione della tradizione europea diffuso fra il XVII e il XIX secolo. Più che alludere a un itinerario geografico predefinito, GranTour suggerisce un processo di trasformazione continua, nel quale ogni esperienza contribuisce all’evoluzione del linguaggio dell’artista. Le residenze, i periodi di lavoro e gli attraversamenti che hanno scandito gli ultimi anni non diventano il soggetto delle opere: raccontano piuttosto interferenze, influenze e condizioni entro cui una ricerca già avviata, da oltre venticinque anni, continua ad espandersi.
Da sempre il lavoro di 108 si sviluppa attraverso un confronto diretto con i luoghi. Non perché questi diventino immagini da rappresentare, ma perché permeano le opere come materia viva: una superficie, una luce, un materiale, un’architettura, un ritmo, la relazione con uno spazio. Ogni contesto, dunque, diventa una condizione di lavoro, contribuendo a modificare lentamente il processo attraverso cui la forma si definisce. Più che nascere da un progetto prestabilito, essa sembra affiorare per concrezioni successive, attraverso l’incontro tra gesto, materia e luogo.
Le forme tipiche della produzione di 108 mantengono una continuità sorprendente. Non rappresentano paesaggi, organismi o simboli, pur potendone talvolta evocare la presenza. Sono forme autonome, sviluppate secondo una logica propria, che attraversa pittura, scultura e installazione mantenendo una riconoscibile coerenza. La loro natura rimane volutamente irrisolta: prive di qualsiasi funzione descrittiva, chiedono allo sguardo un tempo di osservazione più lento, quasi contemplativo. Nella loro essenzialità e nella continua oscillazione tra pieno e vuoto, presenza e assenza, sembrano sottrarsi tanto alla
rappresentazione quanto alla pura astrazione geometrica, costruendo uno spazio percettivo in cui la forma non illustra un significato, ma lo rende possibile.
In GranTour la materia assume un ruolo ancora più centrale. La pittura continua, sicuramente, a rappresentare il nucleo della ricerca, ma dialoga sempre più apertamente con il volume e con lo spazio. Il colore amplia ulteriormente un linguaggio costruito attorno al nero, che rimane la sua struttura portante senza essere totalizzante. Parallelamente, la materia smette di essere un semplice supporto: il legno, la pietra, la carta, la vernice, il rullo o il pennello partecipano attivamente al processo creativo. Le esperienze vissute durante questi anni non vengono illustrate, ma lentamente assorbite. Ciò che rimane non è il racconto di un luogo, bensì la traccia delle interferenze che quei luoghi, quei materiali e quel tempo hanno lasciato sulla forma.
In questa prospettiva GranTour trova il suo significato più profondo: non nel viaggio come destinazione, ma nel percorso di una ricerca che continua a trasformarsi senza smettere di riconoscersi.

108 (Guido Bisagni) è nato ad Alessandria (Italia) nel 1978 e vive e lavora tra Alessandria e Milano.
Storico esponente della scena dell’arte urbana italiana, 108 è laureato in Design Industriale al Politecnico di Milano ed è considerato uno dei primi e più importanti esponenti dell’arte astratta post-graffiti a livello nazionale ed europeo. Si avvicina al mondo dei graffiti all’età di tredici anni, attraverso la cultura punk-rock e lo skateboarding piuttosto che tramite il più comune ambito hip-hop. I suoi interventi nelle strade di Alessandria si orientano inizialmente verso lo stile americano più tradizionale, con alcune sperimentazioni sul percorso tridimensionale proposto dalla scena svizzera e tedesca, per poi entrare successivamente in contatto con gli stili nordici più d’avanguardia. Nel 1999, influenzato dal superamento dell’idea comune di graffiti operato dal mondo transalpino (André; Stak; Honet), abbandona il lettering tradizionale per dedicarsi a formule espressive più distintive e caratterizzanti, come sottolinea anche il passaggio allo pseudonimo 108, un nome spersonalizzante derivato da una combinazione di interessi per le filosofie orientali e la geometria. Segni, simboli e materializzazioni astratte dalle caratteristiche organiche compongono il suo nuovo immaginario poetico e spirituale, nella cui concezione si intrecciano contaminazioni di diverse fonti: dall’astrattismo delle avanguardie storiche alla casualità dadaista di H. Arp, dalla numerologia alla pittura primitiva.
La componente sciamanica delle religioni orientali e la teoria del colore di Kandinsky costituiscono contributi fondamentali per costruire un discorso attorno a queste forme morbide, eteree e al tempo stesso pesanti, non tanto nella direzione della loro valenza estetica, pur molto presente, quanto nella loro intimità universale. Dopo una fase iniziale caratterizzata dall’uso di pellicole adesive dai toni gialli vivaci, l’artista alessandrino trova una dimensione più propria nella totale dedizione al nero, inteso come via maestra verso la profondità introspettiva. L’uso della pittura, dei rulli e la ricerca di luoghi estranei al contesto urbano — muri di strutture abbandonate e pareti isolate nel paesaggio naturale — identificano questa fase.
Negli anni più recenti si assiste a un deciso ritorno al colore, sempre indagato nella sua imprescindibile componente simbolica. Fondamentale è inoltre il rapporto con la superficie e con i luoghi di intervento, osservati e interrogati come entità precise, quindi rispettati e mai “occupati”.
Ha esposto in numerose gallerie e spazi istituzionali sia in Italia sia all’estero. Dal 2012, 108 collabora con Colombo’s gallery.
Nell’edizione 2025 di Urvanity Art Fair a Madrid, 108 ha vinto il Premio de Residencia presso la Montresso Art Foundation.

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